La manovra economica di un governo morente

La manovra economica arriva velocemente sulla scia dell’aggravarsi della situazione di alcuni paesi europei, Grecia, Portogallo e Spagna su tutte, a seguito del quale i nostri conti pubblici sono finiti sotto osservazione da parte della più importanti agenzie di rating mondiale e della BCE.

Ma in realtà il nostro debito pubblico è tra i più alti al mondo da anni. Nel 2010 eravamo già oltre i 1800 miliardi di Euro (la spagna era intorno ai 700), quest’anno arriveremo presumibilmente a 1900 miliardi, frutto di una spesa pubblica elevata che per il momento è mitigata da un PIL che ancora ci consente di mantenere il famoso rapporto

debito pubblico/PIL

dentro un valore che ci fa apparire solidi ai mercati economici.

Con questo presupposto le domande immediate sono:

  1. Cosa ha fatto questo governo negli ultimi 3 anni?
  2. Perché, dopo aver sostituito a furor di popolo elettivo il precedente governo di centro sinistra che peraltro non si era contraddistinto per politiche economiche, ha perso tempo dietro le ben note questioni personali del premier B. invece di affrontare per tempo le questioni Italiane?
  3. Cosa accadrà se la nostra produttività, quindi il PIL, rallenta ulteriormente?
  4. Perché nella manovra si è pensato solo a tagliare spese in ambito di servizi e non si è fatta menzione di una riduzione significativa dei costi della politica?

Personalmente vedo in questa manovra un ridicolo e frettoloso tentativo di nascondere il problema economico dei nostri conti pubblici, ritardando ulteriormente l’attuazione di vere e proprie azioni correttive.

Una manovra economica di questo tipo, fatta velocemente, senza alcun supporto di programmazione economica del paese a breve e medio termine non ha basi solide, perché se da un lato la riduzione delle spese rallenta la crescità l’indebitamento, dall’altra la costante diminuzione del lavoro e del potere d’acquisto dell’italiano non invertirà mai la tendenza negativa. Abbiamo bisogno che il motore del lavoro torni ad accelerare, abbiamo bisogno di recuperare fiducia, abbiamo bisogno di servizi che funzionano.

Questo governo, lacerato dalle condotte personali del premier, dai continui scandali che coinvolgono i suoi ministri e portaborse e da litigi interni, non ha una continuità operativa da diversi mesi, eppure riuscendo nell’impresa di racimolare ogni volta i numeri necessari per la maggioranza, si trascina verso il fine mandato con il risultato di lasciare in sospeso le questioni importanti.

E’ notizia di oggi, il primo giorno di borsa seguito all’approvazione del decreto legge, che gli stessi mercati finanziari sono scettici sulla manovra stessa con il risultato che continua l’incertezza sulla tenuta dell’Italia e di conseguenza continuano le speculazioni finanziarie. La macchina economica, ministro Tremonti, è molto più complessa dello scenario italiano in cui lei è cresciuto, ma son certo che lei lo sappia, quindi pur non stimandola come persona, da Italiano le chiedo di fare meglio il suo lavoro, perché:

Il voto al suo operato non sarà dato dalla voce delle politica, ma dai risultati ottenuti che fin’ora sono miseri.

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~ di eudaemon72 su 2011.07.18.

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