Diario Di Viaggio – Peru 2008

…Perù…

…”Magia delle Ande”…

Nico: …Prima era solo un risultato di una ricerca su google che riportava pensieri ed immagini ammiccanti di sconosciuti…Ora è un insieme di Ricordi, Pensieri, Sensazioni, Profumi, Suoni, ed ancora Storia, Rabbia, Sorrisi, Amicizia, Colori.
Partenza alle 6:10 del 21 Aprile da Fiumicino, dopo una notte a zonzo per una Roma silenziosa.
Io e Lilli, sono tranquillo e spero stanco da crollare.
Lilli: ‘Io e Nico, ho l’adrenalina a mille, come sempre prima di ogni viaggio…per questo forse un pò di più perchè so che sarà il più bello!!!…sinceramente anche un pò di strizza per il volo…’

…Lima – 21 Aprile…

Nico: …”Viva l’€4″…
…Siamo stanchi, dormito zero in aereo, in una città afosa, INQUINATA e per nulla invitante.
Tempo per un “mc donald” poi un pesante riposo in un “hostal”, qualche foto al mattino in attesa di un “viaggio” che ci aspetta a Juliaca…
Lilli: Arriviamo a Lima e ci viene a prendere il signor Zambrano con il taxi che ci porta all’hostal…stupendo 😀 !camminava con una lentezza esagerata…difficile andare così piano nonostante gli zaini e la stanchezza…Nico ed io ci guardiamo e facciamo fatica per non scoppiare dal ridere!!!Mi sa che il signor Zambrano non sa cos’è lo stress..bello !
Impressioni su LIMA???…visto poco e, sembra, la parte più bella “Miraflores”…puzza! tanta puzza di smog……però se il nostro naso soffre per la puzza e il resto per la stanchezza di un viaggio interminabile…siamo felici e ci guardiamo intorno con la curiosità e la voglia di conoscere-scoprire che solo un viaggio dà…Il segreto della felicità (almeno della mia) sarebbe proprio ruscire a guardare tutta la quotidianità con gli occhi e il cuore di quando si viaggia!!!E’ dura ma ci si prova

…Puno – 22 Aprile…

Nico: L’aereoporto di Juliaca è l’inizio, Roger è gia li in attesa per portarci a Puno.
Siamo a 4000 mt e ancora non abbiamo capito che non c’è ossigeno per noi, ma l’aria è pura e fresca, Lima è lontana e già si può sentire la Magia.
Sorrido e sono sereno, guardo con Curiosità tutto.
Sorridono tutti e nessuno va di fretta, cosi rallenta anche il mio pensiero.
cominciamo a guardarci attorno, arriva il lago, sembra una risaia, Lilli mi fa notare che il cielo è di un azzurro incredibile.
E qui comincia il bello, scesi dalla macchina anche solo 3 gradini ci mettono in crisi, si chiama SOROCE.
Chiudiamo la giornata con una cena a fortuna, perchè il menu non lo capiamo, un’inzuppata per un improvviso acquazzone e via per la notte…
Lilli: Arriviamo a Juliaca…ecco il Perù che mi aspettavo…già s’intuiscono gli orizzonti immensi!!! Ma il soroce che tanto temevo?…Si respira benissimo nonostante i 4000 mt…lo dico a Roger (la nostra guida)…dalla sua risposta, con consigli inclusi, intuisco che ancora è presto per sentire il soroce…e infatti arrivati a Puno camminiamo per strada facendo fatica ad andare dritti con la testa che scoppia e il fiatone dopo 1 passo…eccolo!è arrivato il soroce…ma chissenefrega passerà!deve passare presto perchè è tutto troppo bello e voglio godere ogni istante di questo viaggio.

…Titicaca, Uros, Taquile – 23/24 Aprile…

Nico: Dopo una notte quasi insonne per me, per il SOROCE, mentre per Lilli dopo un sonno interrotto da me, che gli elemosinavo qualcosa per la testa, partiamo in barca insieme a Roger, ci sentiamo privilegiati. Mentre gli altri turisti su altre barche vanno in gruppi di 10/15, noi siamo in 2 e Roger ci parla del suo paese con passione, coinvolgendoci, anzi traghettandoci nella Magia. E’ un fitto viaggio di domande e risposte, dagli Inca agli spagnoli, dal 1400 ad oggi.
Passiamo sulle isole degli Uros, assaggiando il loro pane e iniziando a comprare qualche ricordo. Vivono in un modo che lascia senza parole su isole fatte di canne di Totora. I bimbi vanno a scuola, sempre sulle isole, sono tutti sorridenti e tranquilli almeno sulla nostra isola visto che, ci spiega roger, qualcuno di loro preferisce l’isolamento totale. Ma guardandoli è veramente impossibile dar credito alle voci che girano su internet che li danno per estinti.
Qui iniziano i Colori, dai vestiti al lago che via via che procediamo diventa Blu come il mare, perdendosi all’orizzonte dove il blu si fonde nell’azzurro del cielo, dando luogo ai miraggi di isole che non esistono.
Io intanto dopo l’ennesima pasticca (stavolta di tachipirina) risorgo da un mal di testa che mi stava crepando.
Lasciamo Uros per avviarci verso Taquile (ancora 2 ore di navigazione), di cui avevo solo poche notizie di chi c’era stato tanti anni fa, il lago si apre e sembra diventare un mare (è grande come l’umbria).
Tra domande e risposte, tra foto e sguardi persi tra il sole e il panorama, siamo a Taquile. Lilli mi dice “Nico mamma mia come sei rosso”, ma lì mi sa che posso farci poco oramai, pazienza. Attracchiamo in un porticciolo che ci lascia senza parole per l’acqua che lambisce la roccia, per il paesaggio che si alza veloce sul lago, i colori, il silenzio e i profumi.
La Magia ci avvolge fino alla casa dove dormiremo, lontano dal ‘centro’ cittadino. Tempo di una rinfrescata, conosciamo la famiglia che ci ospita e poi Roger ci porta ad una caletta con la spiaggia, non senza frequenti pause necessarie a… respirare, passando tra caprette che pascolano, campi coltivati di pannocchie o patate (l’ultimo a 30 mt dalla spiaggia).
Gia ci ha detto che qui si vive seguendo 3 regole Inca:
— Non mentire
— Non rubare
— Non oziare
Chi le viola, viene messo a lavorare per la comunità, proseguendo la costruzione di una strada fatta di lastre di pietra che cresce sull’isola di infrazione in infrazione.
Qui si vive lontano dal modello politico Peruviano, unica traccia la scuola. Il resto è un modello socialista, dove tutto è orientato al benessere della comunità. Unico neo, un modello Patriarcale che mette la donna in secondo piano.
Ma in due giorni ho visto sempre sorrisi sereni, mai forzati nelle persone che incroci (e che spostandosi a piedi trasportano qualcosa o filano, perchè è vietato Oziare).
Lilli vede nei loro occhi una dignità che fa apparire la loro povertà una assoluta ricchezza interiore.
Capitolo servizi igenici: ho scelto il posto sbagliato per sollevarmi da certi pesi biologici.
Il Soroce però continua a tenermi compagnia durante la notte e al mattino sono ancora un pò rotto.
Il secondo giorno a Taquile, dopo i saluti con i nostri Ospitanti e ad una simpatica coppia del Québec che voleva per forza chiaccherare in Francese o Inglese o Spagnolo (mentre io me la facevo con il Soroce), lo passiamo a passeggio nel paese dove mangiamo dell’ottimo pesce.
AH DIMENTICAVO, la sera prima il tramonto, nel silenzio e nei colori del cielo, lì dalla cima di Taquile non ve lo posso raccontare, perchè devi starci per capirlo.
Finiamo il giro con 567 scalini (in discesa) verso un altro porticciolo. Lì ci attende la barca per Puno.
Taquile è alle nostre spalle, la mia fronte è viola (poi diventerà carta carbonata), le macchinette fotografiche piene di foto, e confrontandoci tra noi ci rendiamo conto che lì qualcosa lo abbiamo lasciato, perchè li la Magia è un arcobaleno di Natura, Colori, Sapori, Sorrisi, Silenzi che non ricordo o forse proprio non conosco, il tutto condito sapientemente dalle parole di Roger che colloca tutto in un’ altalena di storia.
Ultima sorpresa a Puno, dove causa sciopero nazionale per il caro vita, ci tocca scarpinare fino all’hotel tra un mare di pietre e vetri rotti disseminati sulle strade. Qui sciopero significa tutti FERMI, tranne i turisti.
Lilli: Che nottata!!!…Nico non è stato per niente bene…aspirina urgente…a me la testa scoppiava ma il sonno era più forte..menomale!
Si parte per il lago urràààà!!!!
Roger, la nostra guida per questi giorni sul lago, è meraviglioso…trasmette una dignità e un amore per il suo paese che ci incanta…
Bello poi che io e Nico abbiamo curiosità soprattutto complementari, questo è molto stimolante e ci accompagnerà per tutto il viaggio….lui curiosità magia Inca…io curiosità situazione politica-sociale peruviana…
Arriviamo alle isole degli Uros, le famose isole galleggianti…non è possibile che siano estinti e sia solo una farsa per i turisti…no non ci credo!!!E’ incredibile praticamente vivono su zattere di bambu’…ma hanno i pannelli solari!!!
((Parentesi politica: è Fujimori che ha fatto installare i pannelli solari nelle isole degli Uros…ero convinta che Fujimori fosse un dittatore che avesse rovinato il Perù…ma pare anche, da quello che ci dice Roger, che abbia fatto molte cose buone e soprattutto ha eliminato il terrorismo…ora al governo c’è di nuovo Alan García che in passato ha portato il paese ad una gravissima crisi economica…sembra però che l’alternativa alle elezioni fosse ancora peggio di lui…Speriamo bene…perchè questo paese è meraviglioso e si merita un governo all’altezza.))
Camminare sull’isola è strano…i piedi sprofondano…quanti colori e quanti sorrisi che ci accolgono…
…la famiglia dell’isola che ci ospita ci offre il pane, una collanina..impossibile non comperare qualcosa nella bancarella allestita per noi :D…io poi ho la Malattia delle Bancarelle….appena ne vedo una devo assolutamente comperare :D..
Giretto per il lago nella barca degli Uros…con Nico sdraiato in preda al soroce…Mary e Josephine che remano…e io che faccio foto…la forza del sesso debole..debole???hi hi hi!!!..(dai Nico concedimela la battutina femminista…sai che è più forte di me..:)
Ripartiamo destinazione Taquile…
Il lago è bellissimo…è immenso…talmente immenso che non si percepisce la fine..ci sono miraggi!!!
Siamo estasiati!!!Nico nonostante non stia ancora bene continua a fare foto…
Eccoci a Taquile…capisco subito che ci lascerò un pezzetto di cuore…è meravigliosa quest’ isola…
colori, silenzio, pace, armonia, sorrisi e dignità…E poi è un pezzetto di socialismo (anche se patriarcale) nel Perù…fantastico..ma allora forse non è utopia???
Dormire nella casa famiglia, mangiare con loro, vedere un pò come vivono, i sorrisi delle persone che incontriamo, i volti dei bambini, il tramonto più bello che abbia mai visto, il cielo con una quantità di stelle mai viste, il silenzio, la pace…mi sento in paradiso!!!L’esperienza del nostro viaggio che mi è rimasta più nel cuore!!!

…From Puno to Cusco – 25 Aprile…

Nico: Passiamo la giornata su un bus turistico di prima classe che ci porterà fino a Cusco, attraverso diverse centinaia di kilometri disseminati di siti archeologici che raccontano diverse civiltà precolombiane che si sono susseguite in questa terra, fin dai dintorni dell’anno ZERO.
Allo stesso tempo rimaniamo senza fiato guardando il panorama, non mi ricordo dove ma poco tempo fa leggevo che viaggiare non significa arrivare a destinazione, ma apprezzare quello che c’è in mezzo. Ci muoviamo sull’altopiano peruviano con le vette che salgono su verticali con colori forti che terminano sul cielo rigorosamente azzurro.
La prima fermata è “Pukara”, si qui provo delusione perchè il sito archeologico è chiuso per studi in corso e a noi rimangono una decina di reperti di pietra dentro un museo, che non possono essere neanche fotografati singolarmente. Si parla comunque di una civiltà di molto antecedente agli Inca, forse la prima civiltà nota in questa terra.
La seconda fermata è “La Raya”, siamo a 4338 mt, il tetto del viaggio, qui cominciano due cordigliere che aprendosi lasciano spazio all’altopiano che ospita il Titicaca, alimentandolo con i solo ghiacciai che si spingono fin oltre i 6000 mt.
Anche qui troviamo il solito mercatino, anche qui Qualcuno comperikkia qua e là…
Ripartiamo per andare a mangiare a Sicuani, ci aspetta un pranzo a buffet veramente d’effetto realizzato in un contesto di paese, tra lama in posa per la foto di rito, un piccolo mercatino e musica peruviana di sottofondo.
Il secondo sito archeologico invece è “Rajchi”, qui si incomincia a fare sul serio e, tra una spiegazione in spagnolo e una in inglese ci viene spiegato come e perchè gli Inca avevano costruito questa città, quali costruzioni erano i templi, quali costruzioni i magazzini, etc… Ci sono anche piccoli terrazzamenti, sempre è comunque per rendere coltivabile il massimo dello spazio a disposizione.
La base delle mura mostrano questo curioso gioco di incastri che rendono uniche queste costruzioni assieme alla ricorrente profilazione a trapezio per i muri e le porte. Ad una prima impressione sembra una sequenza casuale, ma l’ipotesi più accreditata è che l’incastro serva a dare solidità all’intera struttura, sfruttando non solo il peso e la profilazione trapezoidale.
Ipotesi SI… perchè qui la Rabbia cresce… Spagnoli e Chiesa Cristiana hanno volontariamente cancellato la storia di una civiltà, una civiltà che si pensa operasse come i Romani, conquistando ma assorbendo le culture, diventando in neanche 200 anni una delle più importanti e fiorenti culture sudamericane precolombiane…
Ed ora noi possiamo fare solo ipotesi, studiando cio che rimane o leggendo quel poco che è arrivato di straforo ai giorni nostri…
Tornato a Rajchi, il fascino è anche dato da queste tracce SOPRAVVISUTE ai giorni nostri… che piano piano rifioriscono nella cornice panoramica delle Ande.
Il 360° è d’effetto… e mi viene spontanea una parola… HUGE!
Ultima tappa “Andahuaylillas”, qui complice la stanchezza e lo scarso interesse per l’ennesima chiesa barocca costruita con pietre di costruzione Inca, presto poca attenzione mentre Lilli si lascia andare tra i banchi dell’ennesimo mercatino… Un giorno mi documenterò bene sul gene dello shopping che sembra dare assuefazione come una droga.
Bene… siamo arrivati a Cusco, nella “Piccola Locanda”, se sei curioso google ti porta direttamente dentro quest’accogliente hostal ricavato da un antica abitazione coloniale. Accogliente è anche il nostro ospite Matteo, marito della padrona peruviana della locanda nonchè co-fondatore dell’associazione PerùEtico che tanto sta contribuendo a rendere questo viaggio ricco di sapori locali che un normale tour operator forse non farebbe.
Piccola nota, la mia fronte è un campo di guerra tra il marrone spento della carta carbonata e il rosa lucido della nuova pelle (forse il 5° o 6° strato sottocutaneo).
Lilli: Che dire di questa giornata…almeno per la prima parte (giro sul bus) è stata vissuta da turisti e non da viaggiatori ma cominciamo a percepire la magia Inca….
Arrivati a Cusco è un’altra cosa…Cusco è bellissima e Felix e Matteo di PerùEtico-Piccola Locanda delle persone speciali…

… 1st day Around Cusco – 26 Aprile…

Nico: Finalmente ho dormito tutta la notte, sarà perchè l’altezza è sensibilmente diminuita, ma sono crollato la sera e svegliato al mattino in condizioni accettabili.
Dopo una ricca colazione molto italiana, terminata però con il classico “Mate de Coca” che non ci facciamo mai mancare, siamo pronti per visitare i siti archeologici attorno a Cusco e sopratutto per visitare due centri sostenuti da PerùEtico per il recupero di bambini che vivono in condizioni sociali particolari.
La nostra guida è Marco, ragazzo peruviano che ci accompagnerà per 2 giorni in questa altra fetta del Perù.
Partiamo da Moray (arrivando attraverso un panorama che ricorda le Marche ma sempre in taglia HUGE), viste su internet tante volte, ma siamo lì sull’orlo di queste voragini a gradoni ed è tutta un’ altra cosa… e lì Marco ci spiega che l’ipotesi più accredita, AHHHH MI MONTA LA RABBIA, è quella di un laboratorio agronomo, dove gli Inca sfruttavano la differenza di umidità e temperatura esistente nei microclimi di ogni piattaforma per adattare via via i semi ad essere sfruttati a diffenti altitudini.
Erano dei conquistatori sì, ma l’obiettivo era una civiltà basata sull’equilibrio sociale. L’agricoltura era la loro principale fonte di sostentamento ed assieme ai 38.000 km di strade (neanche la Roma imperiale era arrivata a tanto) riuscivano a mantenerlo senza grossi problemi sfruttando proprio le conoscenze agronome e idriche, che gli permisero di rendere produttive terre difficili come le Ande e non solo la Valle Sacra.
L’ipotesi comunque del laboratorio Agronomo è abbastanza recente frutto di studi straneri che si stanno incominciando ad applicare.
Qui Marco incomincia a parlarci, non senza amarezza, che uno devi veri problemi in Perù è il governo, che non incentiva l’istruzione, non cerca di recuperare la storia precolombiana, non permette al suo popolo di conoscere la sua storia viaggiando, ma anzi piano piano sta svendendo le risorse energetiche e archeologiche a concessioni stranerie (ANCORA NOI “OCCIDENTALI” di mezzo), rendendoli sempre più poveri.
Ripartiamo con obiettivo le Saline di Maras, poco distanti. Qui una sorgente salina scoperta dagli Inca ha portato alla creazione di migliaia di vasche (tutt’oggi in espansione per motivi turistici) dove viene ininterrottamente prodotto sale fin dai tempi Inca. Perchè? perchè unico caso in tutto il perù, gli spagnoli capirono che era necessario mantenere attiva la produzione, che questa parte di storia non andava sovrascritta con i nostri idoli cristiani e il nostro modello “Occidentale”.
Qui ancora lavorano a piedi scalzi con un ciclo produttivo per vasca che occupa circa 3 settimane di lavoro, in condizioni nulle di assistenza sanitaria.
Anche qui ripartiamo affascinati, sarà per la particolarità e ingegnosità di un popolo che non conosceva la Ruota, ma sapeva come coltivare ovunque e come realizzare delle ramificazioni idriche su terreni impevii.
Ora pranzo con i bambini di “Mosoq Runa” ad Urubamba, dove un gruppo di ragazzi Italiani, alcuni residenti fissi, alcuni lì per stage di almeno 3 mesi, lavorano ogni giorno per dare a circa 15 bambini, un’ educazione fatta non solo di nozioni, ma anche di regole sociali basilari legate al concetto di famiglia.
Qui i bambini non studiano solamente, ma apparecchiano, lavano, tengono tutto in ordine. Il pane che io e Lilli mangiamo al mattino è fatto da un ragazzo che sta imparando il mestiere da un panettiere di roma che vive lì. Fanno anche Teatro e, se chi gestisce il centro ne avrà la possibilità, in futuro sono previste anche tante altre iniziative. Perchè qui attorno, ci viene raccontato, il problema dell’alcool è un problema serio e il riflesso sui bambini è devastante. Loro cercano di dare una possibilità a questi cuccioli, ma non sempre riescono.
Il motto qui però è: Se anche solo uno di loro ce la fa… i nostri sforzi sono ripagati.
Lì abbiamo visti in faccia questi demoni nani… hanno tutti gli okki vispi e si muovono bene nella casa… senza però essere in galera… il weekend infatti tornano nelle loro famiglie per mantenere comunque il giusto contatto con la loro realtà di domani che potrebbero cambiare con la loro forza.
Andiamo ora a “Chinchero” dove Marco riesce a convincermi ad entrare in una chiesa. Gli anticipo chiaramente che non mi interessa perchè quella costruzione non ha nulla di interessante, ma anzi per me è un totem alla distruzione. Ma ci porta dentro lo stesso per mostrarci come gli Inca abbiano lasciato tracce indelebili nonostante gli sforzi spagnoli\cattolici di cancellare la loro cultura.
Ed ecco che possiamo vedere, nel generale stile barocco della chiesa, nitidi richiami come la croce andina che sostituisce la croce cristiana, la figura della “Mamapacha” simbolo della madreterra e della fertilità ripetuta continuamente nella volta della chiesa.
E ancora la struttura originale del tempio sul quale la chiesa è stata costruita, con la tipica costruzione a pietra con profilo trapezoidale.
Ci racconta Marco che fortunamente, quando venne presa coscienza della presenza di questi segni pagani nella costruzione della chiesa era già troppo debole l’influenza spagnola per rimuoverli senza rischiare problemi. EVVAI!!!!!!
Anche oggi è terminata la nostra giornata, stasera mangeremo più semplicemente con un tipico pasto da 3€ a testa… mentre la sera prima avevamo esagerato…. per avere l’onore di mangiare su una terrazza che da sulla “Plaza de Armas” di Cusco, abbiamo sperperato la bellezza di 100 Nuevo Soles.. PAZZIIII… neanche 25€ in DUE….
Lilli: Bellissima giornata immersi nella magia degli Inca: Moray…qui il perù comincia a sfruttare, ma molto troppo lentamente, il sapere degli antenati Inca…le saline di Maras uno spettacolo che i conquistadores hanno preservato fortunatamente…alcune volte l’interesse coincide con la giustizia!!!
Una cosa che mi ha dato una gran soddisfazione è vedere come nelle chiese, costruite distruggendo in parte i templi Inca, i peruviani facciano ancora riti pagani…la Chiesa non è riuscita totalmente ad annullare la loro cultura…
Che dire poi del pranzo con i bambini di Mosoq Runa…pochi bambini perché, ci spiegano, che fossero di più si perderebbe lo spirito del centro di accoglienza che deve essere non un dormitorio ma una famiglia con tanto amore ma anche tante regole…rimango incantata da un pupo “faccetta d’angelo” con uno sguardo da furbetto pestifero meraviglioso!!!…Gli italiani che lavorano fissi nel centro sono praticamente ‘scappati’ dall’Italia…trovare se stessi cercando di far del bene…
Marco, la nostra guida per questi giorni a Cusco, è un ragazzo giovane…un’altra splendida persona…la differenza tra lui e Roger???…secondo me generazionale…Marco (che invece parla male di Fujimori) è un misto tra l’incavolato e il triste per il suo paese che sta vendendo tutto all’estero…qui il gas costa il triplo che negli altri paesi dell’America Latina…la gente non ha i soldi per pagare e sta tornando al carbone…qui non c’è assistenza sanitaria…la gente muore perché non ha i soldi per pagare le medicine e utilizza solo le piante per curarsi…lui ha speso 2.000 dollari per operarsi di appendicite…ha paura per il suo futuro…è incavolato e cavolo ha ragione!!!ma sempre con una gran dignità e amore per il suo paese…
P.S. Cusco è un gioiello

…2nd day Around Cusco – 27 Aprile…

Nico: Altra notte dal lungo sonno seguita dalla consueta calazione che culmina con un “Mate de Coca”, non fa praticamente nulla (visto che lo bevo pure la sera) ma è molto buono.. anzi bueno.
Prima tappa del giorno: “Tambomachay”. Altro tempio profanato, ma sempre accompagnato da una fonte necessaria per la purificazione del sacerdote, La fonte scorre lungo la costruzione di pietra attraverso due delle tre terrazze. Si trova isolato da ogni altra costruzione e lungo il cammino si può osservare un tipico arbusto peruviano, dalla cui corteccia si ottiene un humus molto fertilizzante.
Partiamo poi per “Puca Pucara”, qui Marco ci racconta del ruolo di complessi come questo che erano dislocati lungo le strade Inca come posti di controllo. Vi erano stanze per i militari e anche un’area per i riti religiosi.
Il giro ci porta poi a “Q’enqo”, qui possiamo ammirare un importante sito archeologico, in gran parte sopravvissuto agli spagnoli perchè non ne capirono il significato. Ad una prima occhiata si vede un monolite, senza particolari caratteristiche e forma, circondato da una cornice quadrata di pietre…Da una parte questa pietra da su un spiazzo inconciato da un gradino di pietre che si pensa ospitassero degli idoli in opportune interruzioni…Alle spalle fa quasi ombra al monolite una gigantesca collina di pietra.
Il segreto di questo sito è di carattere astronomico ed è proprio per questo motivo che i conquistadores l’hanno lasciato praticamente intatto. In corrispondenza al Solstizio d’inverno (dell’altro emisfero) il sole alle 7 del mattino spunta dalla collina di pietra andando a investire il profilo del monolite in modo da tracciare il profilo di un puma sulla piazza. E’ un fenomeno osservabile per pochi minuti in 3 giorni all’anno, ma l’ignoranza umana lo ha preservato. Girando attorno alla collina di pietra si possono ammirare decine di piccoli altari sui quali si ipotizza venissero compiuti numerosi sacrifici di lama, mentre all’interno della collina vi è un altare sul quale ancora oggi vengono compiuti riti pagani dalla popolazione locale.
Non conoscevano la pietra, ma sapevano come misurare il tempo astronomico.
Lasciamo “Q’uenqo”, non senza aver fotografato il profilo del puma, per dirigerci a “Sacsayhuaman”. Qui, sopra Cusco, anzi alla testa di Cusco ammiriamo un complesso sito archeologico caratterizzato da pietre megalitiche che pesano dalle poche tonnellate fino ad arrivare anche alle 150 tonnellate.
Si pensa, sia stato realizzato dagli Inca come rappresentazione della testa del Puma, il cui corpo era rappresentato dall’allora estensione di Cusco, crocievia dell’impero dell’Inca. Certo siamo sulle ipotesi, ma la Magia fa sognare e ci piace pensare che sia cosi.
Del resto osservare e toccare queste pietre materializza un sogno ed il resto è solo un passo in più.
Da dove vengono queste pietre, quanto tempo ci sarà voluto per realizzare questo palazzo?
Marco ci fa notare che tutte le pietre vengono probabilmente da una cava di una montagna che dista circa 7/8 chilometri, che alcune di queste pietre megalitiche sono ancora in fondo alla valle, in cui venivano fatte cadere prima di impegnare uomini e tronchi per la risalita.
Ci sono resti umani sotto alcune di queste pietre a valle.
Mentre quelle portate con successo sulla cima definitiva hanno dato luogo a questo fantastico incasso di pietre. Allineate in questo mosaico che non ha nessun disegno preciso. Si pensa ci siano voluti 60/80 anni per realizzare la costruzione. Che venne poi pian piano demolità dagli stessi cittadini di Cusco, su ordine degli spagnoli che stabilirono che la costruzione doveva essere considerata un’enorme cava da cui ricavare le pietre per costruire case a Cusco.
Oggi delle mura concentriche che dovevano essere nell’ordine alte 14, 8 e 4 metri, rimangono mura alte 5, 2 e neanche un metro. Delle tre torri che si pensa facevano parte del complesso all’interno dell’ultimo muro, non rimangono che le basi.
Ripartiamo, con ancora nella testa questi massi immensi, verso il “mercato di San Pedro”, dove Lilli troverà il tempo per dedicarsi al suo gene particolare. Nel mercato possiamo ammirare però abitudini locali, come comprare e mangiare in una sorta di mensa pubblica a basso costo. Il resto è un mescolarsi di sapori che si lascia ammirare per la pulizia generale, accompagnata dalla confusione tipica del mercato e addolcita dai colori tipici del Perù.
E’ il momento del pranzo nella struttura di “Hogar de las Estrellas”. Qui neanche 20 bambini diversamente abili, vengono accuditi e stimolati a crescere in una casa che gli offre una luce sul mondo. Quella stessa luce che la società peruviana gli nega. E sì… qui in Perù non vi è nessun aiuto, sostegno dalle istituzioni e questo fa sì che anche la famiglia di questi piccoli angeli senza ali tenda ad emarginarli\nasconderli\maltrattarli. Ci vuole veramente un cuore grande e dividiamo il pranzo con persone con questa caratteristica.
Infine arriviamo nel quartiere di “San Blas”, che offre diversi negozi in una cornice di arte locale. Peccato che sia domenica, quindi parecchi sono chiusi (compreso il coca shop).
Passiamo così il pomeriggio a passeggiare o in qualche caso a correre per Cusco, ogni negozietto è ideale per terminare gli acquisti da riportare in Italia. Sia io che Lilli ci diamo da fare, e purtroppo per Lilli una bellissima tela ci viene rubata. Piccola\Grande croce nera di un altra bellissima giornata con cui abbiamo concluso la conoscenza dei siti ricchi e numerosi siti archeologici di Cusco.
Entrambi ci rendiamo conto però che un giorno in più a visitare esclusivamente Cusco sarebbe stato necessario.
Finiamo la giornata con… la cena di benvenuto nella Piccola Locanda, dove ci fanno mangiare…. una fantastica lasagna doppia porzione a testa… seguita da una birra e passeggiata intorno alla Plaza des Armas.
Lilli: Un solo commento…ha detto tutto Nico riguardo la magia nei siti Inca …il pranzo a Hogar de las Estrellas mi sconvolge…questo centro di persone meravigliose è nato per far SOPRAVVIVERE bambini diversamente abili…non hanno nessun tipo di sovvenzione da parte dello stato ma sono cmq controllati..cioè lo stato non finanzia, non dà un servizio alternativo..ma controlla??? assurdo…non riesco a mangiare, mi sforzo…Verso questi bambini in me c’è un misto di disagio, nel non sapere come comportarmi, e di tenerezza…cerco di allontanare il disagio perché questi bambini più di chiunque altro hanno bisogno di amore…non so se ci sono riuscita..spero di sì che non abbiano sentito disagio ma solo tenerezza…

… before Machu picchu – 28 Aprile …

Nico: Sempre alle 9, sempre con Marco, dopo la consueta colazione… ma con il bagaglio adeguato a passare una notte lontano da Cusco.
Prima tappa… mercatino… mmm me viene da pensà che agenzie e mercatini sono daccordo… ma in fondo tutte questi oggetti sono fatti per noi, non fosse per l’aereo qualcuno di mia conoscenza avrebbe preso molta.. molta… moooolta più roba… e forse pure io…
Finito con il mercatino partiamo alla volta di “Pisaq”, sito sempre nei pressi della valle sacra che presenta immensi terrazzamenti, in parte usati anche oggi, ma purtroppo non più manutenuti, cosi che molti bordi delle terrazze sono rovinati.
Camminando su un antico cammino Inca, sopra questi terrazzamenti arriviamo alla cittadella ancora ben conservata, con ancora molte stanze abbastanza conservate. Qui possiamo ammirare il tempio del sole… e sopratutto gli acquedotti ancora funzionanti dai tempi inca.
Qualche foto qui tra le rovine… compresa qualcuna mia nei pressi di un piccolo piccolo salto nel vuoto…
Qui lascio Lilli per qualche minuto, forse una ventina. Voglio arrivare in cima e lei purtroppo non è al meglio. Parto con la canzone dell’ultimo moicano, sarò deficiente sì, ma correndo lì per gli scalini dell’antico cammino Inca quella mi sembrava la musica appropiata (colpa di lilli che la canticchiava il giorno prima).
La salita non è dura, mi viene alla mente quando in Sardegna correvo su per la giara con mio fratello claudio e mio cugino marco, a chi faceva prima, solo che allora non usavo dei tutori alle ginokkia…
Arrivo alla cima del picco che sovrasta la cittadella, qualche foto e poi giù correndo. Lilli mi sta aspettando e ha ragione..
Proseguiamo il viaggio di avvicinamento a “Ollantaytambo”, con sosta intermedia in un ristorante con pranzo a buffet, dove si apre davanti ai nostri occhi, a ridosso di una cittadina un immenso terrazzamento. Mentre ci avviciniamo, Marco ci spiega che con tutta probabilità la forma del terrazzamento è tutt’altro che casuale.
Il sito ha anch’esso un importante ruolo astronomico e la sua funzione è svolta in modo ancora più maestoso di “Q’enqo”, qui infatti la luce solare filtra attraverso un profilo scolpito sulla montagna che si trova di fronte, per arrivare in un preciso punto dentro quello che viene identificato come tempio del sole (purtroppo non ricordo se è un solstizio o un equinozio).
Altra particolalità di questo sito sono le imponenti rocce del peso di qualche decina di tonnellate, che sono caratteristiche per tre motivi:
1 – il tipo di roccia, porfido rosso, duro quanto il granito, quindi difficile da lavorare
2 – il tipo di incastro che non è irregolare come per le consuete costruzioni inca
3 – il trasporto delle pietre, provenienti da una parete lontana diversi chilometri. Questo trasporto ha richiesto lo spostamento del letto del fiume Urubamba che passa nella valle sacra.
E’ veramente d’effetto la vista di questo sito, stretto nella valle tra montagne alte che lasciano poco spazio al cielo comunque sempre azzurro.
Ma anche da qui dobbiamo ripartire, ci aspetta il treno per “Aguas Calientes”, primo segnale che tastiamo con mano di un Perù che sta cambiando in mano oramai ad imprese straniere.
Salutiamo anche Marco che, tra qualche giorno partirà, sempre come guida, per un tour lungo il cammino inca.
Ora il treno, Lilli mi fa notare come la vegetazione stia cambiando, mentre io ancora e ancora continuo a fare foto. Inizialmente sono scettico, ma poi ammetto che ha ragione, la vegetazione è sempre più simile alla foresta amazzonica, che di fatto inizia qui… con le Ande che si abbassano.
Questo è uno dei segreti di “MachuPicchu”, la rigogliosa e veloce vegetazione, che non più curata dall’abbandono Inca, la ricoprì per proteggerla dallo scempio spagnolo.
Arrivati ad “Aguas Calientes”, prendiamo possesso del primo vero albergo del tour, con un pò di stupore ma senza particolare felicità, anzi… tutt’altro… fin’ora siamo stati in hostal, locande e anche stanze quasi da capanna senza problemi e apprezzando anzi i veri sapori locali.
Quest’albergo invece non ha sapore, cosi come la stessa cittadina, costruita in cemento e solo rivestita di colori.
Quindi pensiamo a mangiare, non prima ovviamente di aver passato almeno 45 minuti dentro un negozietto il cui contenuto e in gran parte fatto a mano in argento dal proprietario. Vai Lilli.. e quando ti ricapita… tutta la mia pazienza… che comunque ti meriti… e anche il nostro artigiano…
Lilli: Ollantaytambo…a me ha affascinato il profilo Inca e la metà del volto di Viracocha scolpiti nella roccia…..ma come caspita facevano?… Aguas Calientes invece fa schifo (a parte il negozietto d’argento :D), non c’è nulla del Perù…se la sono venduta agli inglesi…e si vede ..che peccato…

… from Machu Picchu to Wayna Picchu – 29 Aprile …

Nico: Alzataccia… questa si che è stata tale, alle 4:15 suona il telefono (perchè alle 4 era troppo presto dice Lilli)… CHE BOTTA, se non altro il letto era stellare… di corsa prepararsi\mangiare. Lilli come stai?  speriamo bene….Arriva la guida, parla un discreto italiano e accompagnerà noi ed altri 3 Italiani. Cazzarola pioviccica… ma arriviamo alla stazione bus e si parte. La guida dice “Non vi preoccupate, dopo smetterà”.Finalmente tra un ZigZag di tornanti arriviamo su, nulla di pericoloso… è più lo stordimento che una preoccupazione reale.All’ingresso proviamo anche a comprare delle coperture per la pioggia, ma arrivo li e ne è rimasta solo una. Potrei prenderla per Lilli, ma la conosco cosi bene che non se la metterebbe mai sapendo che io non ce l’ho. Pazienza, speriamo che la guida abbia ragione.Inizia MachuPicchu, il simbolo del Perù nel mondo. Sono combatutto tra l’emozione di essere li e lo scazzo di non vedere nulla di più lontano di 15 metri e se da una parte cerchiamo rassicurazioni nella guida, dall’altra parte l’insicurezza prende piede.“Lilli, non prendermi per il culo, ma faccio foto anche alle ombre, nel caso peggiori il tempo”Siamo a 2300 mt circa e si parte con le prime abitazioni. Difficile fare un resoconto, cercherò di esporle in modo disordinato per punti:Camminiamo nella parte finale del cammino inca… loro non arrivavano da AguasCaliente (che non esisteva), loro arrivavano dalle montagne attraverso un cammino che oggi si può fare con una guida in 5gg. Sarebbe bello.Qui è tutto come gli Inca l’hanno lasciato, quando l’INCA decise di celarla agli spagnoli abbandonandola e lasciando alla foresta amazzonica il compito di coprirla velocemente. Solo nel 1911 venne scoperta da un cacciatore di tesori Americano che porto quasi tutto all’Università di Yale.I tetti in paglia cosi come le liane usate per legarli sono di fattura attuale, ma il resto, no. Il resto è parte del progetto MachuPicchu degli Inca che venne interrotto da noi occidentali.Il complesso ha tutto. Una parte religiosa, una parte produttiva. C’è il tempio del sole, quello del condor. C’è l’altare dell’energia (che non andrebbe toccato vero Lilli?).C’è anche il resto della cava che forniva pietre per la costruzione. Ancora oggi è ben in vista una di queste pietre preparate per essere lavorate, con in consueto metodo di usare cunei di legno da bagnare con acqua.Acqua si, anche qui c’è una sorgente che attraverso la consueta rete idrica porta l’acqua nei tempi o irriga i terrazzamenti che circondano le aree abitative e religiose.Mentre scorriamo MachuPicchu il cielo piano piano di apre. Suggestivo il panorama che si presenta, chissà se le foto riescono a dare l’idea. La nostra guida aveva ragione. E continuamo il percorso:Ci viene spiegato il significato della croce andina, detta Chacana. Ci viene spiegato come venivano chiuse le porte attraverso un curioso uso di pali legati e incastrati alla struttura stessa. Lo so non si capisce.. quindi andatevi a vedere la foto…Vediamo anche la casa di quello che doveva essere l’INCA.. L’imperatore. Che aveva, l’unico, il bagno privato e anche un letto molto grande (perchè dice la guida, l’imperatore era molto grande)… Si vabbe penso io…. Un po di colore ci può stare… diciamo che anche qui nonostante un concetto di equilibrio delle risorse, chi comandava voleva fosse chiaro il suo status.Le foto si sprecano, le faccio ad ogni angolo e le ripeto con differenti impostazioni della macchinetta.Sinceramente non so se sia più spettacolare MachuPicchu o il contesto che la circonda. Appoggiata cosi sulla cima di una dei tanti picchi, osservata da WaynaPicchu (che ci strizza l’occhio) e in compagnia con tante altre… è veramente d’effetto la vista verso il basso dove l’Urubamba scorre con forza. I colori poi? Sono i colori della foresta amazzonica che qui inizia a farsi vedere:Riusciamo a cogliere un Leprotto che ci osserva, un Geco che passeggia nella turca dell’imperatore, qualche uccellino.Da lontano cerco di inquadrare una delle porte del CamminoInca, il fondo valle che sta sotto di noi di 300 mt.Alle 10:00 di mattina, il nostro giro a MachuPicchu è finito. Salutiamo la guida e i nostri compaesani ((romani)) e siamo pronti per affrontare il WaynaPicchu (dopo una piccola sosta tecnica).Si riparte e Lilli si deve affidare al mio proverbiale senso di orientamento  (non è convinta ma se non erro mi deve ancora una birra) perchè per andare sul WaynaPicchu dobbiamo rifare il giro di tutto MachuPicchu. Ovviamente rifacciamo qualche foto visto che ora è tutto sgombero da nubi.Siamo all’ingresso, Lilli numero 366, io 367. Massimo 400 persone ogni giorno, bene…Si inizia sotto il sole e sinceramente siamo preoccupati perchè Lilli nn è al meglio… ma cambiando picco, scopriamo che la salita la faremo all’ombra. Eheheh allora sarà “Na Passeggiata”.Ma non è così… è dura… è dura perchè questa scalinata è approssimativa, in alcuni punti improvvisata, è dura perchè la superficie degli scalini è umida, è dura perchè a volte le rupi a fianco spaventano, è dura perchè la stanchezza dell’alzataccia si fa sentire.Ma qui non ci si torna domani e cosi faccio coraggio a Lilli, da una parte gli dico “dai quando non te la senti più ci fermiamo e torniamo insietro” e intanto spero che la sua caparbietà prenda il sopravvento.. è tenace e orgogliosa e sono quasi certo che tiene.Arriviamo, piano piano e con alcune soste rifiatanti, ad un bivio, dobbiamo strambare sulla destra non senza guardare con paura alla scalinata che dovremo fare quando scenderemo, scalini larghi al massimo 70cm, alti anche 30cm e in alcuni casi neanche lunghi per mettere bene il piede, ovviamente con un dirupo sulla destra poco rassicuramente.Lilli qui sono certo che un po ha vacillato, ma mi ha seguito anche perchè, come me, sentiva odore di vetta.Questa salita ovvviamente vi permette di osservare viavia MachuPicchu farsi sempre più piccola. Arriveremo a sovrastarla di quasi 300 mt.Alla fine, passando anche per un tunnel scavato nella montagna arriviamo in cima. Mi domando anche che diavolo ci venivano a fare qui gli Inca. Non c’è nulla se non la scalinata per salire e quella per scendere.Non rimane che fare qualche foto di rito, una ripresa (che vede Lilli bloccata dalle vertigini) e poi ripartiamo per la discesa.Ecco la discesa fa veramente paura in almeno 2 punti, dove ci si trova a scendere scalini con a fianco il nulla e circa 600 mt di visuale quasi verticale. Ma tocca scende… e anche Lilli se ne fa una ragione e di culo scendiamo in qualche punto.E’ finita anche il WaynaPicchu, 1ora e15 a salire, 1ora a scendere.Siamo veramente SFATTI (più Lilli di me sta’ botta…. E fa 1a1 con le isole di Uros) e vaghiamo.. vaghiamo dopo il bus, per 4 ore ad AguasCaliente. Poi il treno per Cusco, dove proviamo anche le rotaie a ZigZag che permettono al treno di entrare a Cusco (9 cambi di rotaia in tutto) e poi cena e riposo. Domani ripartiamo. La Magia sta finendo ma mi porto via molto… anzi TANTO.
Lilli: Si parte per il MachuPicchu…all’alba con pioggia e una nebbia fitta fitta…penso subito ‘che sfigaaaaaaa!!!!’…Come al solito non bisogna scoraggiarsi…perchè la sfiga si è trasformata in una cosa invece MAGICA….abbiamo scoperto il MachuPicchu piano piano…mano a mano che la nebbia spariva ed è stato bellissimo…MachuPicchu??? 1 sola parola per descriverlo MERAVIGLIOSO..mi sembra di stare nell’apoteosi della civiltà Inca..tutto quanto visto finora (a parte il lago e Taquile) si somma qui…..
Stavo a pezzi…ma si vive una volta sola e grazie anche all’entusiasmo di Nico…abbiamo scalato il Waynapicchu…pericolosetto in certi punti soprattutto per chi soffre di vertigini un po’ come me…ma che soddisfazione e che panorami!!! Riprendiamo il pulman che fa una strada impossibile (a zig e zag…l’abbiamo visto bene sulla cime del Waynapicchu) per tornare ad Aguas Calientes…sono DISTRUTTA, uno schifo di donna ma FELICE!!! Si parte…treno per Cusco. Qui ci vengono a prendere Felix con la moglie e il loro bambino Marcelo…non so perché ma qui i bambini sono più belli per me..Marcelo è strepitoso!!!! Felix ci ringrazia, spera che torniamo…chissà …ma sicuramente consiglieremo di partire per il Perù e con PerùEtico…

… from Cusco to Roma – 30 Aprile …

Nico: Eh… ultima colazione… ultimo giretto per Cusco… ultime foto… ma non sono triste… questo viaggio mi ha dato molto più di quanto mi aspettavo!!!Sono partito con la curiosità in testa e molte speranze nel cuore. Le speranze sono state tutte ripagate, molte domande hanno trovato risposta. Ma ho torvato molto più di quello che cercavo. Mi ripeto, questo paese è Magico! La magia la si può respirare, la si può osservare e la si può toccare.Rimane molta rabbia per ciò che nel nostro passato abbiamo fatto, distruggendo costruzioni, storia e coscienza di una cultura che invece aveva da insegnarci.Eppoi… un abbraccio a Lilli, sincercamente non avevo dubbi, ci conosciamo da molto tempo e sappiamo l’uno dell’altro cosi tanto che era difficile non andare d’accordo.Sei stata una compagna di viaggio fantastica. Grazie Lilli.PS: il viaggio di ritorno me lo sono dormito quasi tutto… che culo…
Lilli: Il viaggio è finito…un ultimo giretto a Cusco in tempo per vedere una manifestazione di mujeres (femministe??!)… Il Perù è incantevole e magico, un paese “triste” con un popolo che però lo ama, viaggiare con PerùEtico è stata una scelta che ci ha arricchito il cuore e la vita…
Nico è stato un compagno di viaggio meraviglioso… sono felice e malinconica.
Si torna in Italia e adesso bisogna cercare di guardare tutta la quotidianità con gli occhi e il cuore di questo viaggio!

N&L

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~ di eudaemon72 su 2011.01.28.

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