Produzione, Consumo, Riciclaggio

Sono 3 parole comuni nella nostra vita e rappresentano la chiave del nostro futuro.

Se il 20° secolo ha sviluppato i primi due concetti senza controllo e introdotto verso la fine il terzo per recuperare qualcosa, il 21° secolo deve segnare una svolta, altrimenti la crescita incontrollata dei primi due porterà il pianeta al collasso.

Alcuni esempi:

  • La produzione di elettricità – E’ cresciuta nel tempo e se all’inizio del 1900 nelle case avevamo le candele per la sera, quindi ZERO WATT, oggi tutto funziona con la corrente. Uno se non due o addirittura 3 televisori, più di una lampadina per stanza, il microonde, il forno, le stufe per riscaldarci, i condizionatori per rinfrescarci, il computer, l’impianto Hi-Fi, la lavatrice, la lavastoviglie e negli ultimi anni addirittura l’asciugatrice. Molti di questi elettrodomestici rimangono in stand-by con la classica lucina rossa che ci indica di essere pronti ad accendersi non appena sfioriamo un comando, consumando comunque elettricità.
  • La produzione di carta – E’ usata per etichette, per giornali, per libri, per pubblicità, per pulire, per scrivere, per stampare, per incartare\inscatolare. La carta è sicuramente un prodotto necessario ma è anche riciclabile e comunque deriva dagli alberi.
  • La produzione di plastica – E’ usata per bottiglie, per contenitori, per imballi, buste, per tubature, per accessori casa\ufficio\vari, nelle auto, per l’isolamento, etc… . E’ un prodotto utile, ma non sempre necessario.

Nessuno probabilmente farebbe a meno del benesse raggiunto, ma sicuramente DOBBIAMO utilizzare meglio tutto.

Consumare corrente elettica senza controllo, richiede una produzione maggiore, che comporta inanzitutto investimenti nelle centrali e a seguire nella rete di distribuzione che deve essere più capillare e sopratutto reggere carichi maggiori. L’aumento della produzione può non essere locale, quindi occorre trasportarla e anche questo ha un costo, oppure trovarsi a produrre corrente in eccesso (come il caso di molte centrali nucleari) con la necessità di doverla poi smaltire.

Qui le strade sono molte: ridurre gli sprechi (una stanza vuota non richiede luci accese); utilizzare dispositivi a basso consumo o comunque alto rendimento. E’ dimostrato che con una maggiore attenzione una famiglia può ridurre i propri consumi anche di 30% (http://www.tuttogreen.it/come-risparmiare-elettricita-a-casa/); usare dei sistemi produttivi ecologici (eolico, solare, geotermico) in quantità sempre maggiore e capillare sul territorio.

Un minore consumo si traduce in una bolletta più piccola e tenuto conto che oggi la maggior parte della corrente è prodotta da centrali a combustibile fossile (carbone, gas, petrolio) o nucleari è chiaro subito che contribuiamo ad abbassare l’inquinamento.

Per quanto riguarda la carta, beh sicuramente possiamo anche qui adottare due comportamenti più attenti al nostro futuro.

Primo: diminuirne il consumo, ognuno di noi faccia attezione a quanta pubblicità riceve a casa che senza neanche essere letta finisce immediatamente nella pattumiera; quanta carta sprechiamo in ufficio\casa anche solo per prendere appunti o stampare (un documento di 100 pagine, può essere stampato oggi con 25 pagine); quanta carta è utilizzata per pubblicità (spesso selvaggia) per la strada.

Secondo: prestare maggiore attenzione nella raccolta differenziata perchè maggiore è la quantità recuperata minore sarà la necessità di abbattere alberi per produrla.

Infine la plastica, questo materiale negli ultimi 40\50 anni ha soppiantato carta, metallo, vetro in molte produzioni, per minori costi (forse), e una più facile gestione del prodotto finito. Basti pensare ad una busta di carta o una bottiglia di vetro, materiali sicuramente riciclabili completamente ma più costosi e meno resistenti. Però se, dopo 50 anni, si è sentita l’esigenza di mandare in pensione la vecchia busta di plastica ci siamo resi conto che un cambiamento è necessario. Questo cambiamento è partito dalla produzione, ma ora dobbiamo cambiare anche noi abitudini, magari scegliendo alternative: andando a fare la spesa con sacchetti non usa e getta; ponendo maggiore attenzione nella raccolta differenziata, scegliendo possibilmente prodotti con imballi in carta o vetro (bottiglie).

Come abbiamo visto il modello deve cambiare. Può sembrare strano ad un economista, ma la strada in questo caso è di abbassare il consumo evitando sprechi, produrre dai nostri stessi scarti come da milioni di anni fa la natura e quindi diminuire la produzione da materie prime.

Se poi l’economista vorrà dare il suo contributo a questa nuova filosofia, si impegni a cambiare il modello consumistico basato sulla legge della domanda\offerta. E’ un modello che ha arricchito una parte del mondo, ma che oggi sta mostrando paurose crepe e sopratutto non tiene conto che la TERRA, il nostro pianetà, ha risorse FINITE quindi non dobbiamo sfruttare queste risorse ma creare dei cicli di produzione che si adattino a queste risorse…..

Tre parole: Produzione, Consumo, Riciclaggio.

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~ di eudaemon72 su 2011.08.01.

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